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DOLORE. HANDICAP,
VICODIN by Dany
Lo
ha detto Stacy a Cameron: prima della gamba House era pressappoco lo
stesso.Un bel carattere non deve certo averlo mai avuto.
Ma
un cambiamento c’è stato e lo ammette drammaticamente lo stesso
House in DETOX incalzato da Wilson: la malattia, la menomazione, il
dolore costante lo hanno profondamente segnato nel corpo e
nell’anima.
Nella
circostanza più
difficile della sua esistenza, non è stato padrone di se stesso ed
ha, suo malgrado, subito la volontà di Stacy che ha deciso di
salvargli la vita, sapendo sicuramente che così lo avrebbe perso. Mi
sono chiesta che cosa avrei fatto al posto di Stacy nelle medesime
circostanze…credo che avrei fatto la stessa scelta. Non mi sento
neppure di condannarla per averlo lasciato…certo non approvo chi
getta la spugna, ma possono essere comprensibili certe
reazioni…specie con un uomo maledettamente complicato come House.
House
al posto di Stacy si sarebbe comportato allo stesso modo?
Ritengo
sicuramente si. E’ ciò che contraddistingue House agire
nell’interesse del paziente, anche se contro la sua volontà, anche
se ciò significa esporsi in prima persona, accollandosene tutti i
rischi (pensiamo solo a DNR, CONTROL, HONEYMOON, PATERNITY).
Lo
ha capito anche Cameron: il comportamento di House non è dettato dal
bisogno di aiutare gli altri, ma da un profondo senso di giustizia.
Il
problema è che per House non vale il proverbio “non fare agli altri
quello che non vuoi venga fatto a te”: Stacy
ha fatto ciò che riteneva giusto…ma questo le è costato caro.
Le
conseguenze della decisione di Stacy hanno reso House invalido nel
corpo e vulnerabile nell’animo e, parafrasando Wilson, “infelice
ed incapace di guardarsi dentro”.
L’eredità
pesante che ha ricevuto dalla malattia è un’ invalidità che
lo ha “spezzato”, e
che lo mette costantemente alla prova. L’invalidità lo ha privato
della libertà di passeggiare, correre, fare dello sport e questo per
un uomo nel pieno della vita è difficile da elaborare
(pensiamo alla scena finale di PATERNITY, al suo amore per lo
sport e a tutte le allusioni sulla sua condizione).
Se
la sua menomazione da un lato è così evidente, la vulnerabilità e
l’estrema sensibilità d’altro canto sono invece sapientemente
celate: House si è costruito una corazza di cinismo, di sarcasmo, di
gelida indifferenza verso il prossimo. Ha allontanato gli amici,
rifugge le persone, i pazienti, ogni contatto umano impegnativo…solo
ogni tanto e con persone… “speciali” abbassa la guardia, ma solo
per pochi istanti, ed allora intravediamo quanto di profondo ed unico
si cela nel suo animo e quale “tempesta emotiva” viene
soffocata…
A
ciò si aggiunge il dolore fisico costante che lo tormenta, il dolore
acuto che buca il cervello, che ad ogni costo deve essere sedato per
poter pensare, lavorare, vivere…
Il
modo più semplice per sopravvivere è ricorrere al Vicodin...ma con
dosi sempre maggiori...specie in stato di stress professionale ed
emotivo...fino ad arrivare alla vera e propria dipendenza.
House
è uomo intelligente ed è consapevole della sua dipendenza, ma mente
a se stesso quando dice che le pillole gli servono solo per il dolore.
Il
Vicodin non è solo un antidolorifico,
è anche la sua “droga dell’anima”. Le adorate pillole
non solo gli permettono di lavorare, allontanando il dolore fisico, ma
gli consentono di mantenere uno stato psichico accettabile,
allontanando il dolore dell’anima. Questo dolore, costantemente
presente, penso derivi essenzialmente dal fatto che House non abbia
accettato fino in fondo la sua condizione, non abbia ancora elaborato
il suo handicap fino in fondo…non si sia ancora accettato e che la
sua infelicità derivi soprattutto da questo.
L’accettazione…non
possiamo non pensare ai famosi cinque stadi (negazione, rabbia,
compromesso, depressione, accettazione) che non necessariamente
riguardano la morte, ma anche la
malattia o le situazioni critiche.
Se
riflettiamo…House non è ancora arrivato alla fase
dell’accettazione…e finchè non ci sarà arrivato e non fara pace
con il suo io…non potrà gestire serenamente sia i suoi sentimenti
sia i suoi rapporti con gli altri.
House
sta rimandando l’appuntamento con se stesso, un appuntamento che
prima o poi dovrà arrivare…e che una volta superato… renderà
House pronto per
affrontare più serenamente il suo futuro.
Fino
ad allora lo vedremo inquieto, impegnato sul lavoro, intrigato da casi
clinici interessanti, concentrato ad analizzare le vite degli altri,
ma rifiutare la vita e rifiutare
l’amore…fino ad allora lo
vedremo lenire le sue pene con il Vicodin…
House
può essere visto come la
trasposizione moderna dell’eroe classico: tormentato, inquieto e
alla continua ricerca di se stesso e della verità, ma allo stesso
tempo però è meno cupo, meno pessimista. Lo aiutano un eccezionale
senso dell’umorismo ed una buona dose di ironia.
Ci
sono segnali positivi che, forse, indicano che House sta percorrendo
la strada giusta...ogni tanto intravediamo “squarci di cielo
azzurro”, vediamo House eccitarsi per i Monster Truck, entusiasmarsi
con la buona musica, godersi la moto ed assaporare di nuovo la vita,
il senso di libertà…
Se,
come speriamo, saprà uscire dal tunnel e ritrovare
l’equilibrio…piano piano il Vicodin
servirà ad House solo per lenire il dolore fisico, ma non ne
avrà più bisogno per l’anima…troverà la forza di mettere a nudo
i propri sentimenti, senza nascondersi… si guarderà finalmente
dentro e capirà quale sarà il suo destino…Auguri House…
Chi
l’ha detto che gli eroi non hanno diritto ad un po’ di felicità?
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