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“La donna di House” di Dany

Non sono tra le schierate. Non sono propriamente una cottoncandy né tantomeno una huddy. Propendo ovviamente per Cam, ma… almeno per il momento…credo che i tempi non siano maturi…

Cuddy ha tutta la mia simpatia, perché è intelligente, spiritosa, capace, ma soprattutto perché sa tenere testa ad House: i loro battibecchi sono irresistibili. Sembrano come cane e gatto, ma tra Cuddy e House c’è del “cameratismo”, della stima personale, frutto di una conoscenza profonda e non escludo che, in passato, possa esserci stata una storia…di sicuro però breve…una notte od al massimo un week end…un incontro fugace tra due persone sole che il mattino dopo, imbarazzate, fanno finta che non sia accaduto nulla…

Come donna mi identifico più in Cuddy che non in Cam, nel senso che come carattere, mi somiglia di più, ma devo ammettere che Cuddy non potrà mai essere la donna di House…nella storia il suo ruolo è un altro.

Cameron è dolcissima e bellissima e di sicuro non lascia indifferente House. Tra loro c’è qualcosa, forse vero amore, forse solo attrazione…una specie di “reazione chimica”…  che abbiamo avvertito dagli sguardi, dalle battute, dalle allusioni. Qualcosa di sottile, impalpabile che è andato crescendo, di episodio in episodio…fino al fatidico primo appuntamento…e che è precipitosamente crollato con la ormai celeberrima: “what i am is what you need: i’m damaged” durante la cenetta al ristorante.

Ora, su questa frase sono stati versati fiumi d’inchiostro o meglio, battuti milioni di tasti, e ciascuno ne ha dato la propria interpretazione: House vuole proteggere Cam,  perché non è sicuro di quello che lei prova per lui, House ha paura di quello che lui stesso prova per Cam, House vuole mettere alla prova Cam, House sta tastando il terreno, House è un idiota o semplicemente un vigliacco, perché non affronta la situazione ma batte in ritirata… o forse, come credo…. un po’di tutto questo…anche se sono più propensa a intravedere, in questo specifico caso, un comportamento dettato più dall’egoismo che non dall’altruismo. House ha paura e dimostra in ciò tutta la sua fragilità: sta proteggendo se stesso, non Cam.

Da che cosa dovrebbe proteggere Cam? Non si tratta di impegnarsi per la vita. Si tratterebbe dell’inizio di una storia insieme…sarebbero gli albori di una ipotetica relazione. Cam non è una stupida, sa perfettamente che House ha un caratteraccio, sa perfettamente che è “damaged” e allora? Quand’anche  non fosse amore vero, ma un’infatuazione, o la “sindrome della crocerossina”, la relazione finirebbe…la vita è fatta anche di questo. Una ragazza  sensibile ed intelligente come Cam se ne farebbe una ragione. Ci vorrebbe del tempo probabilmente, ma non sarebbe la fine del mondo.

Non così per House.

House rischia veramente di più. Non è più un ragazzino e la sua ultima relazione è finita male. House non ha attualmente un equilibrio psichico ed emotivo stabile: investire emotivamente con la persona sbagliata può costargli molto, troppo. House odia soffrire: alle strette è meglio ferire. Deve capire se Cam lo ama davvero e non può mettersi a nudo se non ne è davvero sicuro. E poi… last but non least…House non ha ancora del tutto dimenticato Stacy.

Non credo sia un caso che l’origine di “cottoncandy” derivi dalla bugia di Wilson a proposito della sua cena con Stacy… Wilson mente per non riaprire una ferita in House, che non dice infatti di non essere arrabbiato , ma solo di non avere il diritto di esserlo.

House ha un approccio emotivo con Stacy che non ha eguali: tenta di stare sulla difensiva, ma non ci riesce, palesa quello che ancora prova, è chiaramente ancora  attratto da lei,…soprattutto perché rappresenta la sua vita passata… ciò che aveva.. e adesso non ha più..: una relazione stabile, una vita sociale…la sua gamba.

Dopo aver visto Stacy, per la prima volta House mette a nudo tutto se stesso raccontando pubblicamente la sua storia. House si guarda dentro, e rivive lucidamente quei drammatici momenti con sofferta dignità, senza ricorrere mai al Vicodin…, anche questo non è un caso.

Sinceramente non so che cosa di Stacy tormenti di più House: il fatto che lei l’abbia lasciato oppure  che l’abbia salvato…o forse entrambe.

Ma so certamente che Stacy non ha futuro nel cuore di House, proprio perché rappresenta il passato, che non può più tornare. La fine della prima serie ce lo anticipa: il tentativo commovente di camminare (=riappropriarsi di ciò che ha perduto) gettando via il bastone fallisce miseramente…House si siede…e prende il Vicodin…

Cameron sarà il futuro di House? Tutto fa presupporre di si, ma dovrà certamente cambiare “tattica”. Torniamo per un momento al ristorante: è comprensibile l’imbarazzo di entrambi, ma adottare con House l’approccio diretto, con annessa analisi freudiana, significa metterlo con le spalle al muro, spogliarlo e costringerlo all’autodifesa.

In definitiva, credo che  “la merce avariata” Cameron se la sia cercata. Era il primo appuntamento: al primo appuntamento non si scoprono MAI tutte le carte. Cameron è giovane, apparentemente innamorata, voleva bruciare le tappe, ma si è scottata… e deve ricominciare tutto daccapo…

House ha bisogno di tempo per cancellare definitivamente il passato e proiettarsi serenamente nel futuro, ma dovrebbe essere anche un po’ stimolato e Cam in questo finora non ha brillato: o troppo diretta e disponibile o troppo titubante: non guasterebbe un po’ di mistero, un po’ di gelosia…per indurre House a scoprirsi.

Chissà se la notte di sesso con Chase possa avere questa chiave di lettura?

Forse no, ma a parte la scelta del partner in questione, non posso biasimare Cam se, nel frattempo, decide comunque di continuare a vivere la sua vita facendo le sue esperienze: le saranno senz’altro utili per capire se e fino a che punto è proprio House che vuole veramente.

Dany